Ginecomastia

Ginecomastia

Per ginecomastia si intende un aumento del volume del seno nell’uomo: la regione mammaria assume una fisionomia femminile, visibile non solo a torace scoperto ma anche sotto i vestiti.

Generalmente la difficile convivenza con tale patologia si traduce in disturbi della sfera sociale e sessuale; il problema è talmente sentito che il numero di maschi che si è sottoposto ad intervento chirurgico negli ultimi anni è notevolmente aumentato.

E’ dovuta ad un incremento delle componenti ghiandolare e stromale della mammella maschile, associato o meno ad un aumento anche della componente adiposa.

Si distingue dalla pseudo ginecomastia dove l’incremento volumetrico del seno è riconducibile all’aumento solo del grasso mammario.

L’ipertrofia mammaria maschile compare in età adolescenziale o in età senile; più frequentemente di natura idiopatica, in alcuni casi può essere dovuta a cause farmacologiche (steroidi, antipertensivi, protettori gastrici, marijuana…), ormonali (aumento degli estrogeni o riduzione degli androgeni), sistemiche (cirrosi o epatiti) o neoplastiche (tumori del testicolo). Può essere mono o bilaterale e può associarsi a dolore, spontaneo o alla palpazione.
Si manifesta inizialmente con un aumento della sensibilità e con la comparsa di protuberanze dolorose sotto la zona del capezzolo. In un secondo momento si assiste ad un ulteriore rigonfiamento associato alla deposizione di tessuto adiposo e all’aumento del tessuto ghiandolare.

La diagnosi viene fatta attraverso la semplice palpazione; in ogni caso con una ecografia della regione pettorale si è in grado di dirimere ogni dubbio sulla falsa origine del rigonfiamento mammario (pseudoginecomastia).

Le tecniche chirurgiche utilizzabili per trattare questa condizione dipendono dal quadro clinico: un aumento esclusivo della componente ghiandolare retroareolare (ginecomastia di I grado) può essere trattato con l’asportazione sottocutanea della ghiandola mediante accesso emiperiareolare; nel caso in cui, invece, vi sia anche un aumento del tessuto adiposo (ginecomastia di II grado), all’adenectomia si associa la lipoaspirazione del grasso; infine nel caso in cui vi sia anche un eccesso cutaneo (ginecomastia di III grado), sarà necessario rimuovere anche la cute attorno all’areola. Solo in casi particolari, è opportuna l’asportazione di una maggior quantità di pelle con cicatrici estese dall’areola al solco sottomammario e, talora, anche trasversalmente a livello del solco sottomammario. La pseudoginecomastia, dovuta ad un eccesso di tessuto adiposo, viene corretta adeguatamente mediante la sola  lipoaspirazione.

DECORSO POST-OPERATORIO

Al termine dell’intervento viene applicata una medicazione elasto-compressiva e una canottiera contenitiva: la medicazione verrà rinnovata al primo controllo post-operatorio mentre è opportuno indossare la canottiera  per 30 giorni dopo l’intervento. Eventuali drenaggi vengono rimossi dopo 24-48 ore. E’ possibile avvertire un certo dolore nel primo periodo post-operatorio che regredirà nell’arco di pochi giorni ed è comunque  controllabile con comuni analgesici. Sono generalmente presenti edema (gonfiore) ed ecchimosi (lividi) nelle regioni trattate che regrediscono dopo 7-10 giorni. La sensibilità del capezzolo e della cute mammaria potranno risultare alterate per alcuni mesi, raramente persistere.

E’ consigliabile non guidare l’automobile per la prima settimana ed evitare di compiere ampi movimenti con le braccia e attività sportiva per i primi 20-30 giorni. Si raccomanda inoltre di evitare l’esposizione al sole, lampade abbronzanti o saune per almeno un mese.

Avviso

Durante il periodo di massimo picco dell’epidemia da COVID-19 il dr. Paolo Costa ha deciso volontariamente di chiudere l’ambulatorio medico al fine di tutelare la salute dei suoi pazienti e del personale che vi lavora.
E’ stata una decisione sofferta ma necessaria.
Nelle ultime settimane sono state migliorate le misure di sicurezza al fine di consentire una riapertura dell’attività che garantisca la salute di chi accede alla struttura:
Puntuale triage del paziente telefonico e al momento dell’accesso all’ambulatorio;
Mezzi di protezione individuale per chi accede alla struttura e per tutto il personale sanitario e amministrativo;
Sanificazione e areazione dei locali dopo ogni visita;
Riorganizzazione degli appuntamenti al fine di evitare che troppe persone siano presenti in sala d’attesa e permettere così il mantenimento della distanza minima di sicurezza (si richiede la collaborazione dei pazienti nell’effettuare la prenotazione dell’appuntamento possibilmente per telefono e di venire senza accompagnatori, eccezion fatta per i minori).
Dai primi di Maggio, se le disposizioni regionali lo consentiranno, il dr. Paolo Costa ed i suoi collaboratori saranno pronti a prendersi cura nuovamente dei pazienti in tutta sicurezza.

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