asportazione di nevi, melanomi e neoformazioni cutanee e sottocutanee

Asportazione di nevi, melanomi e neoformazioni cutanee e sottocutanee

 

I nei (più correttamente definiti “nevi“) sono lesioni pigmentate solitamente cutanee ma che possono comparire anche sulle mucose, singoli o a gruppi. Alcuni sono congeniti, ossia presenti fin dalla nascita, ma la maggior parte compaiono spontaneamente nel corso della vita dell’individuo. Si tratta di lesioni solitamente rotondeggianti od ovalari, più o meno rilevate rispetto alla cute circostante, con gradi variabili di pigmentazione (dal marrone chiaro al nero) e di varie dimensioni (solitamente da pochi millimetri ad un centimetro). Esistono numerosi tipi di nevi, classificati in base alle loro caratteristiche macroscopiche (identificate dal dermatologo grazie alla dermatoscopia) e microscopiche (definite dal patologo una volta che la lesione è stata asportata e studiata istologicamente). Caratteristiche dermatoscopiche inusuali del nevo possono giustificare la sua asportazione e quindi il suo esame istologico, che, talvolta, definisce il nevo come “atipico“: l’atipia, però, non va assolutamente confusa con la malignità della lesione, ma indica un aspetto microscopico non usuale, ma comunque benigno. Diverso, invece, è il termine “displastico” che può essere attribuito al nevo, poichè indica una serie di caratteristiche che aumentano il rischio di trasformazione in senso maligno: un nevo displastico è solitamente di dimensioni più grandi della norma (oltre i 6-7 mm), ha un aspetto dermatoscopico sospetto con pigmentazione non uniforme (più scura in alcune zone, più sfumata in altre) e forma irregolare; tali lesioni devono essere monitorate nel tempo o eventualmente asportate. Esistono sostanzialmente due tipologie di intervento: l’asportazione chirurgica e quella con il laser. Sebbene il paziente sia spesso affascinato dalla metodica laser come sinonimo di modernità o di minore invasività, purtroppo non sa che tale metodica presenta il limite di non permettere l’esame istologico della lesione. Asportazione con laser – Questo tipo di intervento, che permette di distruggere con il calore le cellule del neo, può essere preso in considerazione solo per l’asportazione di alcuni nei rilevati, sulla cui natura benigna non vi siano dubbi di alcun tipo.  L’asportazione mediante laser lascia sulla cute una piccola area abrasa di dimensioni corrispondenti al diametro del nevo: occorre medicare  l’area trattata per un arco di tempo tra i 7 e 15 gg per giungere  a completa guarigione, senza necessità di sutura. Asportazione chirurgica – Questo intervento permette sempre di effettuare l’esame istologico della lesione asportata, viene effettuato ambulatorialmente in anestesia locale e la rimozione dei punti di sutura viene effettuata dopo 7-10 giorni a seconda della sede corporea.

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dei melanociti cutanei che costituiscono i nevi, oppure su cute apparentemente sana o, in rari casi , in sedi extracutanee come occhio, orecchio interno, meningi. Nel caso di sospetto melanoma si deve procedere all’asportazione chirurgica.

Molteplici sono le altre neoformazioni che possono insorgere a livello cutaneo e sottocutaneo tra cui cisti sebacee, lipomi, cheratosi, fibromi e dermatofibromi, epiteliomi. L’epitelioma basocellulare e l’epitelioma spino cellulare sono i tumori cutanei maligni più comuni, il cui trattamento d’elezione è l’asportazione  chirurgica: essa permette di rimuovere completamente la neoplasia prevenendo eventuali recidive e permette di effettuare l’analisi istologica del pezzo asportato, strumento questo indispensabile per avere la certezza sia diagnostica che di completa eradicazione. Generalmente l’asportazione delle neoformazioni cutanee e sottocutanee consiste nella rimozione di una losanga di cute comprendente la lesione e successiva chiusura della perdita di sostanza residua mediante sutura diretta. In alcuni casi non è possibile riparare il difetto mediante il semplice avvicinamento dei margini della ferita ma è necessario mobilizzare i tessuti vicini (lembi di vicinanza) o trasferire la cute da un’altra sede corporea (innesto).

Decorso post-operatorio

Il dolore, se presente, è generalmente di modesta entità e controllabile con blandi analgesici. E’ consigliabile evitare l’uso di farmaci contenenti acido acetilsalicilico (es. Aspirina), che potrebbero facilitare il sanguinamento e quindi la formazione di ematomi.

Può verificarsi la comparsa di ecchimosi (lividi) che si riassorbono spontaneamente nell’arco di 7-10 giorni.

In caso di asportazione chirurgica si consiglia di non rimuovere e non bagnare la medicazione fino al primo controllo post-operatorio  e di evitare attività sportiva o sforzi fisici  intensi per il primo mese post-operatorio. Si raccomanda inoltre  di evitare l’esposizione solare o a lampade abbronzanti per i primi 6 mesi dopo l’intervento: le radiazioni ultraviolette possono irritare le cicatrici recenti e indurne una pigmentazione permanente.

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